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3 gennaio 2017

Work- life balance & leggi - L'Italia è un Paese per genitori? Nel confronto europeo, mamme più tutelate solo in Uk. Per i papà siamo all'inizio. Ma meglio della Germania...

Rosanna Santonocito

L'Italia è un Paese che aiuta i genitori che lavorano? Quanto sono tutelanti - e quindi incoraggianti per loro e per i giovani che desiderano mettere su famiglia - le leggi italiane in tema di conciliazione tra paternità e maternità e impegno professionale?
Poco prima di Natale, il 21 dicembre scorso, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di Stabilità, i congedi obbligatori per i neo padri, introdotti nel 2012 dalla Legge Fornero, passano da uno a due giorni per il 2017 e diventano quattro per il 2018 , da godere anche in via non continuativa. Modifiche importanti in materia di lavoro e figli sono state introdotte dal Jobs Act,: tra queste, spicca la possibilità per i genitori di fruire dei congedi parentali facoltativi su base oraria e non solo giornaliera. Mentre il Jobs Act del lavoro autonomo, già approvato in Senato e passato in Commissione Lavoro alla Camera dove la discussione riprenderà il 10 gennaio, modifica le regole a sostegno parentali delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi, professionisti e parasubordinati . I congedi sono estesi da tre a sei mesi e fino al compimento dei tre anni di vita del bambino per madri e padri e si stabilisce che il congedo di maternità possa essere fruito anche continuando la prestazione lavorativa.
Queste le ultime novità. A fare un confronto sul complesso della legislazione italiana sui congedi e sulla remunerazione con quanto succede in altre parti del mondo ci ha pensato lo Studio legale Daverio & Florio, che fa parte del network internazionale specializzato nel diritto del lavoro Innangard . E quel che emerge dall'indagine, effettuata su Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Irlanda, Olanda, Australia e Argentina e senza cosiderare le politiche di welfare pubbliche e private, è che il sistema giuridico italiano è all'avanguardia e risulta tra i più tutelanti, soprattutto per le madri lavoratrici. Mentre per quanto riguarda i diritti dei padri qui siamo ancora ai primi passi almeno rispetto a quel che succede in Francia, Spagna e Irlanda. Però facciamo meglio, almeno quanto a congedi parentali e soprattutto paterni, della Germania.

Alle neo mamme italiane, riferisce lo studio comparato, spettano cinque mesi di congedo obbligatorio (circa 21 settimane) totalmente retribuiti. A questo periodo si possono aggiungere, su richiesta ed entro i 12 anni di età del figlio, altri sei mesi (quasi 26 settimane) retribuiti al trenta per cento. Sono inoltre previsti permessi per allattamento pagati fino a un anno di età del bambino.
Al rientro dalla maternità il datore di lavoro è tenuto per legge a riaffidare la posizione, i compiti e le funzioni svolte prima del congedo. Per quanto riguarda le tutele in caso di licenziamento, esiste un periodo di protezione che va dall'inizio della gravidanza fino a un anno di vita del bambino. Se la lavoratrice venisse licenziata, dovrà essere reintegrata al lavoro.
Tra i sistemi delle nazioni esaminate dalla ricerca meglio di noi fa solo il Regno Unito, che concede a 52 settimane, di cui 26 obbligatorie e 26 aggiuntive, a prescindere dall'anzianità di servizio. La retribuzione, obbligatoria per le prime 39 settimane, è del 90% per le sei settimane iniziali. mentre per le successive 33 settimane lo stipendio non può superare le 139.58 sterline a settimana.
In Francia, invece, la normativa concede solo 16 settimane, ma le tutele aumentano nel caso la lavoratriceabbia più di due figli (26 settimane) o se partorisca gemelli (34 settimane). In questo periodo la neo madre francese riceve un'indennità determinata sulla media degli ultimi tre mesi di stipendio, diminuito del 21%, ma senza superare i 3.218 euro. Si possono, infine, ottenere fino a tre anni di "congedo protetto" con sovvenzioni per baby-sitter a domicilio e assistenza ai bambini.
Anche in Spagna le settimane sono 16 e retribuite integralmente: solo sei di queste sono obbligatorie e da godere dopo il parto, mentre le altre sono a discrezione della lavoratrice.
Sono 16 le settimane obbligatorie del congedo per il sistema olandese. Pagate al 100%, a cui si possono aggiungere altrei 26 settimane non remunerate da utilizzare fino agli 8 anni del bambino.
In Germania le settimane a disposizione sono solo 14, di cui sei prima della data prevista del parto e otto dopo la nascita del bambino. In caso di gemelli le settimane dopo il parto diventano 12. Per quanto riguarda lo stipendio, deve essere di almeno dello stesso importo calcolato sulla base di una media di 13 settimane di salario o degli ultimi tre mesi prima della gravidanza.
Spostandosi in altri continenti, in Argentina sono previsti 90 giorni obbligatori (quasi 13 settimane), coperti completamente a livello economico, a cui è possibile aggiungere un periodo non pagato di tre/sei mesi (quasi 13/26 settimane). Mentre in Australia la mamma che lavora ha diritto a una remunerazione solo se lo prevedono i contratti individuali o collettivi. Dopo il parto sono previsti 12 mesi (circa 52 settimane) più altri 12 mesi (circa 52 settimane) non pagati. Tra i diritti della lavoratrice madre c'è quello di chiedere la modalità di lavoro flessibile.
Fin qui la lagislazione a favore delle donne. Per i neo padri, invece, i Paesi europei offrono in genere maggiori tutele a livello di congedi, conclude l'analisi di Daverio&Florio. Nel Regno Unito, i papà che abbiano maturato almeno 26 settimane di lavoro consecutivo hanno diritto a una o due settimane di congedo, ed è allo studio la possibilità di far condividere i permessi parentali anche ai nonni che ancora lavorano.
In Francia il padre dispone di tre giorni facoltativi alla nascita e di 11 consecutivi da fruire a scelta, che diventano 18 in caso di parto plurigemellare o di adozione. La Spagna prevede 13 giorni di congedo che però potrebbero passare a quattro settimane a partire da questo 2017. Novità recentissime anche per la normativa irlandese, che dal mese di settembre 2016 concede ai padri lavoratori due settimane di congedo. Infine, e ultima in tutti i sensi, ecco la Germania, dove il congedo per i papà è solo di un giorno, salvo eccezioni previste dagli accordi individuali o collettivi.



Jobs Act in progress - Conciliazione tra vita e lavoro: così cambia il congedo parentale - avv. Anna Maria Corna - Studio Trifirò & Partners

Dr Job / I voucher e il lavoro accessorio in 5 domande e risposte: il video su Job24, il testo nel post


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