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29 ottobre 2014

Dr.Startupper - Non solo Amazon: in Cattolica parte un corso riservato agli aspiranti imprenditori con formazione umanistica

Alessandra Dal Monte

Un corso per lanciare startup collegate alle discipline umanistiche. Perché l'innovazione non riguarda solo l'economia, l'ingegneria o l'informatica. Anche il mondo della cultura si presta a essere un terreno fertile per imprese a contenuto innovativo. E' questo il ragionamento che ha portato l'università Cattolica e la Camera di Commercio di Milano a creare il corso di alta formazione post-laurea Dr. Startupper , dedicato agli studenti dell'ateneo (per iscriversi bisogna aver frequentato un corso di laurea o un master in Cattolica) con una preparazione di stampo non scientifico.
«Insegniamo ai laureati in Lettere come diventare imprenditori - sintetizza Mario Molteni, direttore di Altis, l'Alta scuola di impresa e società dell'Università Cattolica che organizza il corso e direttore scientifico del programma - In una situazione di difficoltà economica come questa è importante che la formazione universitaria sviluppi le capacità imprenditoriali dei ragazzi. Dobbiamo creare dei ‘job creators', dei creatori di lavoro, più che dei ‘job seekers', dei cercatori di lavoro».
Dr. Startupper è partito con la prima edizione un anno fa, formando gratuitamente 25 studenti (il corso è un servizio finanziato interamente dall'università e dalla Camera di Commercio). Adesso c'è tempo fino al 7 novembre per presentare la propria candidatura: curriculum e breve idea imprenditoriale da sviluppare. Durante il corso si impara come stilare un business plan, come fare ricerca e analisi di mercato, come condurre un pitch (una presentazione efficace della propria idea in grado di attirare potenziali investitori). L'intuizione iniziale viene limata e migliorata, poi verso la fine dell'anno si passa alla presentazione dei progetti: i tre più spendibili e convincenti vengono scelti come "vincitori".
L'anno scorso tra i finalisti si è classificata Michela Gualtieri, 30 anni, laureata in Lettere a Bari e allieva del master in Editoria della Cattolica. La sua idea, Tribook , oggi è una piattaforma quasi pronta a partire (manca meno di un mese al lancio) per non far morire le piccole librerie di quartiere. Gli utenti possono infatti cercare sulla piattaforma il libro che vorrebbero acquistare: il sito restituirà l'elenco delle librerie di quartiere che lo hanno in magazzino. L'utente potrà poi decidere se andarlo a comprare di persona o se completare l'acquisto online. Un'idea arrivata in finale non solo a Dr Startupper ma anche a Start Cup Italia , la competizione di business plan creata da un consorzio di università (la finalissima regionale, in cui si deciderà il vincitore per la Lombardia, sarà il prossimo martedì 28 ottobre).
«Da lettrice accanita, qualche anno fa ho sentito la necessità di un servizio che facilitasse il reperimento dei libri senza dover ricorrere ai grandi siti di ecommerce come Amazon: non ho nulla contro questo colosso, ovviamente, ma ho sempre avuto il pallino di comprare i libri in libreria, nella mia città, senza però perdere troppo tempo a cercarli», racconta Michela. Così è nato Tribook: Michela ha sfruttato l'opportunità del corso Dr Startupper per mettere a punto al meglio la sua idea, e ora il sito partirà in versione beta. Tra qualche mese verrà sviluppata anche l'applicazione per smartphone, che permetterà di geolocalizzare le librerie più vicine all'utente. Affinchè il sito funzioni cè bisogno della collaborazione dei librai. «Le piccole librerie devono iscriversi alla piattaforma e caricare tutti i libri che hanno in magazzino. Ho notato che a Milano l'associazione Librerie indipendenti ha accolto con l'entusiasmo l'idea. Sono già sette le librerie che hanno aderito a Tribook, ora contiamo di allargare il bacino».
Michela sta partecipando a diversi bandi per ottenere finanziamenti e spera di poter portare avanti la sua idea, trasformandola in un lavoro a tempo pieno. «Non avrei mai immaginato di fare l'imprenditrice, ma alla fine mi piace molto portare avanti un progetto mio. E al giorno d'oggi è uno dei modi migliori per poter avere un lavoro».


Bandi - «Innova Cultura» aiuta musei, biblioteche, teatri che fanno innovazione valorizzando le imprese creative in Lombardia


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