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Stefano Mosconi, Cio di  Jolla12 febbraio 2013

Benvenuti in Scandinavia - Stefano Mosconi, Cio di Jolla, start up nata in Finlandia su un "ecosistema operativo" per smartphone. «In Italia? Solo contratti a progetto e poca innovazione»

Clara Svanera

Nel 2011 è nata ad Helsinki la startup Jolla ,con l'obiettivo di sviluppare un sistema operativo open source basato su Linux, sulle ceneri di Meego, il sistema messo a punto qualche anno prima da Nokia, che però dopo averlo applicato al dispositivo N9, cambiò rotta ed, iniziata la collaborazione con Microsoft, lo abbandonò, a favore di Windows.
La nuova startup nacque da una costola del gigante finlandese: un manipolo di giovani talentuosi professionisti, che avevano lavorato al prodotto in Nokia, con la chiusura della business unit, decisero di applicare" in proprio" su un nuovo smartphone il loro "ecosistema operativo" riveduto e corretto, dal nome Sealfish, grazie anche all'appoggio di un programma di re inserzione e finanziamento per ex-dipendenti Nokia, chiamato Bridge program, un vero e proprio "ponte" nato per offrire supporto e capitale ai "fuoriusciti" Nokia, e favorire così l'avviamento di start-up innovative.
Il successivo accordo economico di vendita e distribuzione siglato da Jolla con la principale compagnia di distribuzione di telefonia mobile cinese, il D.phone group, con un impressionate potenziale di vendita, ha fatto il resto.
Tra i cinque artefici del progetto, Marc Dillon (CEO del gruppo), Jussi Jurmola, Sami Pienimäki e Antti Saarnio, c'è anche un nome italiano, Stefano Mosconi, 34 anni, gli ultimi 8 trascorsi in Finlandia, ora Cio di Jolla. E' lui a raccontarci l'avventura della startup e la sua avventura in Finlandia.

Come è nata la collaborazione con gli altri giovani finlandesi e come è nata questa startup?

Abbiamo tutti lavorato in Nokia, tranne Antti, per una decina d'anni in media. Durante quell'esperienza, maturata dentro l'organizzazione che alla fine si chiamava MeeGo (prima OSSO e Maemo), abbiamo fatto parte del team che ha sviluppato diversi prodotti basati su Linux, tra questi Nokia 770, N800 N900, N950, N9. Quando nel Febbraio del 2011 l'azienda ha deciso di cambiare strategia, abbiamo capito che la nostra esperienza non poteva continuare in Nokia. Ci siamo guardati intorno e abbiamo visto che c'erano centinaia di persone con altissime capacità tecniche e soprattutto che sapevano come fare un prodotto per i consumatori. Circa il 60% di quello che ci serviva era già open source e soprattutto credevamo in quello che avevamo fatto negli ultimi 10 anni e volevamo continuarlo. Perciò è nata Jolla.

Da quanto tempo vive in Finlandia e cosa l'ha spinto a scegliere proprio questo paese scandinavo?

Mi sono trasferito con mia moglie qui nel novembre 2005.Dopo una breve esperienza Erasmus in Spagna ho capito che c'era molto di più che potevo fare fuori dal mio paese, di quanto potessi fare restando lì. La sensazione si è acuita quando mi sono affacciato sul mondo del lavoro nel 2004 e ho trovato i soliti contratti a progetto ad aspettarmi, rinnovati di 6 mesi in 6 mesi. Il mercato lavorativo in Italia non lascia molto spazio all'innovazione ed è indifferente essere bravo, bravissimo, scarso o scarsissimo. L'importante è chi conosci. Questo mi ha spinto a cercare qualcosa fuori, qualcosa di meglio e che si addicesse più alla mia natura. Mia moglie ha origini finlandesi anche se è nata e vissuta in Italia e mi ha fatto conoscere questo paese il minimo indispensabile per farmi capire che era un'ottima scelta per cercare qualcosa al di fuori dell'Italia. Essendo un ingegnere in telecomunicazioni ho iniziato a cercare lavoro in Nokia. Un amico era venuto a lavorare in questo progetto open source chiamato OSSO e mi aveva parlato molto bene dell'ambiente lavorativo. A un certo punto qualcuno in Nokia ha deciso di assumermi ed eccomi qui.

Perché' ha deciso di restare?

La Finlandia è un paese in cui è facile vivere e ancora non sono riuscito a pensare a qualcosa di meglio :) Per i bambini, per il lavoro, per la famiglia offre veramente tutto quello di cui si può avere bisogno. La criminalità è bassa, gli stipendi sono decenti (anche se la crisi inizia a farsi sentire anche qui), la meritocrazia esiste (anche se ovviamente il network di conoscenze aiuta), lo stato è presente, il traffico quasi non esiste, i servizi pubblici sono affidabili, le scuole sono ottime. Certo l'inverno è lungo e buio e la rete sociale totalmente differente dall'Italia, la famiglia è lontana e spesso manca, lungi da me dire che sia un paese perfetto (che comunque non esiste da nessuna parte). Ma i compromessi a cui debbo scendere valgono la candela.

Quale è la sua formazione?

Ho una laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni all'università La Sapienza di Roma. Sono nato a Roma 34 anni fa e ho vissuto lì fino al 2005.Dopo la laurea ho avuto un paio di brevi esperienze lavorative dove ho affinato le mie conoscenze di sistemi open source, prima come ricercatore in Ericsson e poi come system administrator in Italferr SpA. Successivamente ho iniziato a lavorare come system administrator su Linux per Nokia e da lì sono cresciuto professionalmente prima come team leader, poi come IT manager.

Anche Lei, come gli altri, ex NoKia, ha partecipato al programma "Nokia's bridge project"'?

Non posso fare commenti a riguardo ma posso di sicuro affermare che il Bridge Program ha veramente aiutato moltissime startup e ha liberato una quantità di talenti e di idee che erano all'interno dell'azienda, aiutando l'innovazione nella nazione in maniera fantastica.

In che modo siete stati aiutati ad avviare la vostra startup come "fuoriusciti dalla Nokia? E il fatto di avere un gigante come Nokia alle spalle vi ha dato maggiore credibilità sul mercato?

Non siamo stati aiutati in nessuna maniera speciale e non abbiamo Nokia alle spalle. Abbiamo una normale relazione tra compagnie dello stesso settore. Jolla non è uno spin-off di Nokia anche se molti impiegati in Jolla provengono da Nokia. Il fatto che abbiamo lavorato in Nokia, e quindi il nostro curriculum, ci può aver aiutato per essere ascoltati, ma non so quantificare in che misura. Mi piace pensare che il nostro business plan e le nostre idee fossero credibili anche senza il nostro curriculum. Non essendo gli ultimi arrivati sulla scena del mobile software development penso che sapevamo abbastanza e avevamo un buon pedigree.

Che cosa ha di rivoluzionario il nuovo sistema operativo Sealfish, messo a punto dalla vostra equipe, rispetto al suo predecessore e nucleo di partenza Meego?

A questo è difficile rispondere senza immagini. Ci siamo concentrati sulla UI perché' crediamo che possa fare la differenza. Le innovazioni fondamentali su cui stiamo puntando sono:

1) Ambiance theming: tentiamo di rendere più facile e semplice il theming del telefono così da adattare il telefono con la semplice scelta di uno sfondo.

2) Effortless interaction: attraverso un feedback audio e tattile diamo la possibilità di interagire con il telefono senza guardarlo. Ci saranno dei comandi che si potranno attivare attraverso un cosiddetto pulley menu.

3) Real multitasking: la possibilità di portare il multitasking a un livello totalmente nuovo. Non solo ci sarà il multitasking tra applicazioni, ma sarà possibile interagire con le applicazioni minimizzate senza dover attivare l'applicazione. Questo fa risparmiare tempo e rende l'utilizzo del telefono più fluido e divertente. Tutto questo sulle fondamenta di un sistema Linux ottimizzato per mobile devices e usando uno UI framework specificamente disegnato per dispositivi touch che si chiama Qt.

E cosa ha rispetto ai giganti dell'ecosistema digitale mondiale iOS e Android?

iOS e' un sistema del tutto proprietario e chiuso. Solo Apple ha il codice e solo Apple può sviluppare nuovi prodotti. Android viene sviluppato da Google e rilasciato ad intervalli regolari, solo pochi operatori del settore riescono a vedere cosa succede prima della release ufficiale del codice. E tutti dopo inseguono la release, ma ci vogliono in media 4-6 mesi per sviluppare un nuovo prodotto e le upgrades sono molto difficili per i vecchi prodotti non sviluppati da Google. Noi stiamo tentando di sviluppare questo OS in una maniera trasparente e utilizzando la forza della comunità open source. Ciò non vuol dire che tutto sarà gratis e disponibile per tutti, ovviamente avremo delle differenze chiave che dovremo tenere perché' il tutto abbia un senso commerciale. Ma in generale pensiamo che Sailfish possa essere una piattaforma che generi innovazione all'interno di una comunità più ampia delle semplici quattro mura di un'azienda.

La Jolla ha lanciato una sfida entusiastica alle aziende leader nel mercato degli smartphone, come Apple, Samsung o lo stesso Nokia. Quali sono gli assi nella manica?

Beh dire che abbiamo lanciato una sfida è un po' pretenzioso. Siamo una startup di 60 persone e qui stiamo parlando di aziende di decine di migliaia di dipendenti. I nostri mezzi non possono essere comparabili, ma ciò nonostante ci piace essere umili e sognare in grande. In verità non abbiamo lanciato nessuna sfida. Facciamo il nostro lavoro sperando che piaccia e a giudicare dalle reazioni del mercato sembra che siamo sulla strada giusta. Il mercato è abbastanza grande per accogliere noi insieme ai grandi della telefonia. Abbiamo tanta voglia e molte idee. Crediamo in ciò che facciamo e tutte le persone che lavorano con noi condividono la nostra visione. Siamo piccoli e perciò molto più flessibili e duttili, i nostri costi operativi sono irrisori rispetto a queste aziende, possiamo concentrare tutti gli sforzi sul prodotto ed essere molto efficienti pur essendo piccoli (o forse proprio grazie a quello). Se mi chiede se abbiamo un asso nella manica: credo che siano tutti i ragazzi che lavorano con noi. Abbiamo puntato tutto sulle risorse umane. Non c'è cosa più importante per noi di avere il meglio del meglio sul mercato in quanto a personale e per ora ci siamo riusciti. Sono fiero di lavorare con ogni singola persona che abbiamo assunto.

Come è nato l'accordo con la compagnia cinese D.phone group ?

Ci vorrebbe un libro per scrivere tutto :) Tanti viaggi e tanti meeting....

Quando saranno lanciati sul mercato i primi prodotti Jolla?

Nel corso dell'estate 2013.


Sailfish, Why Should You Care? - Interview with Jolla


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