JOB24
- Home News Strumenti Formazione e Master Blog
Cerca   nel sito   con   Google
 
18 dicembre 2012

Benvenuti in Scandinavia - Lucia, dal Politecnico di Milano alla cattedra in un liceo di Bergen: «In Norvegia la mia start-up non ha retto alla crisi, ho seguito un corso per "imparare" a insegnare»

Clara Svanera

Lucia LiguoriLucia Liguori è una milanese di 44 anni, laureata in chimica organica, specializzata in sintesi con indirizzo industriale e dottorato in chimica industriale, trapiantata a Bergen, in Norvegia, dove vive con il marito Hans e le loro due figlie. Fino al 2000 ricopriva il ruolo di tecnico laureato al dipartimento di chimica del Politecnico di Milano. Poi il grande passo: trasferimento in Norvegia, vincitrice di una borsa di post-dottorato, ricercatore e, dopo alterne vicende legate alla crisi del 2009, insegnante a tempo indeterminato in un liceo sperimentale di Bergen, il Nordahl Grieg, dove insegna chimica e matematica, con metodi innovativi, preparando gli allievi al mondo della ricerca.

Dal Politecnico di Milano all'insegnamento in un liceo di Bergen. Ci spiega come ci è arrivata e cosa significa per un'italiana?

Mi sono trasferita da Milano nel dicembre 2000 per lavorare come post Ph.D all'universita' di Bergen. La borsa di post-dottorato era in chimica organica radicalica indirizzata alla sintesi di molecole di diverso interesse industriale (farmaceutico, chimica fine e simili). Dopo due anni di borsa, sono stata assunta per un periodo di due anni, all'istituto nazionale ittico, con il compito di sviluppare nuovi metodi analitici per l'analisi e il controllo del pesce. In questo periodo le mie competenze trasversali si sono incrementate, arricchendo di conseguenza il mio curriculum chimico, anche se la mia vera passione rimaneva comunque quella per la chimica di sintesi. Sono quindi ritornata all'universita' e in collaborazione con mio marito, professore di chimica organica, abbiamo avviato una piccola azienda, Fluens Synthesis (FS), la cui attivita' di ricerca era indirizzata verso la sintesi organica in flusso continuo (flow chemistry). Nonostante i promettenti risultati, la mancanza di fondi economici, soprattutto in seguito alla crisi economica del 2009, Sono stata costretta ad abbandonare FS e a guardare altrove.

Come ha reagito al periodo di crisi in Norvegia?

Facendo quello che fanno tutti in Norvegia: mi sono rivolta all'Ente di previdenza e lavoro nazionale, il Nav , dal quale ho ricevuto da febbraio 2009 a luglio 2009 la quota di disoccupazione prevista per ogni categoria di disoccupati. Da agosto 2009 ho iniziato un corso di formazione per l'insegnamento (PPU)e pertanto ho potuto beneficiare, come tutti gli studenti di ogni età e livello, di un prestito presso il lånekassen (l'istituto nazionale destinato all'erogazione di prestiti a studenti), per sovvenzionare in parte i miei studi. Nel novembre 2009 ho ricevuto una borsa di ricerca per due anni all'università di Bergen. Lavoravo sui processi degradativi della lignina allo scopo di ottenere biocarburanti. Parallelamente seguivo il corso PPU.

Cosa ha deciso il passaggio dal mondo della ricerca al mondo della scuola?

Nella mia attività di ricerca sono stata spesso co-supervisor per studenti laureandi e dottorandi e la mia collaborazione con loro e' sempre stata costruttiva e positiva in termini di dialogo, scambio di idee e risultati finali. Il passaggio al mondo della scuola e' avvenuto in modo naturale e piacevole grazie a questa mia empatia per i ragazzi.

Aldilà del suo caso personale con un background molto superiore ad un ordinario insegnante in Norvegia, qual è normalmente il percorso tra la laurea specialistica e il posso fisso nella scuola pubblica?

Per poter insegnare nella scuola è necessario un percorso pedagogico dove il futuro insegnante "impara" ad insegnare e a "comunicare" la sua conoscenza in una determinata materia agli studenti. Il percorso pedagogico è di cinque anni per chi vuole la laurea magistrale, mentre per chi ha già una laurea in un campo specifico c'e' la possibilita' di fare un anno intensivo chiamato PPU (Praktisk Pedagogisk Utdanning) dove vengono insegnate la pedagogia di base e la didattica in almeno due materie. Ed è quello che ho fatto io, con approfondimento nella didattica per l'insegnamento in chimica e matematica. Il PPU prevede 3 esami scritti sotto forma di elaborati e un esame orale. Accanto alla teoria, il corso prevede 4-5 mesi di apprendistato nella scuola media e superiore. Una volta svolto questo periodo formativo, non occorre partecipare a concorsi statali, si accede all'insegnamento semplicemente per colloquio e per curriculum!

Che ruolo gioca la sua provenienza dal mondo della ricerca nell'insegnamento in una scuola secondaria?

Gioca un ruolo fondamentale perché la ricerca porta un arricchimento al classico metodo di insegnamento, generalmente basato solo sui libri di testo. Nelle mie lezioni di chimica faccio sempre riferimento a problematiche attuali di tipo industriale/farmaceutico, ad esempio biocarburanti prodotti per degradazione di biomasse o cellulosa/lignina, radiochimica applicata all'indagine medica (PET, Positron Emission Tomography). I ragazzi sono estremamente interessati a capire come cio' che si studia possa essere usato nell a pratica quotidiana.

E che strumenti ha la scuola norvegese per preparare e proiettare i liceali di oggi alla ricerca di domani?

La scuola norvegese dà molto spazio alla pratica delle scienze, grazie a strumenti spesso sofisticati che mette a disposizione degli allievi, e di moderni laboratori di chimica, fisica e ricerca tecnologica.

Il liceo di BergenCi ha descritto il liceo in cui insegna come una scuola sperimentale e all'avanguardia. Ci vuole spiegare in che senso, di che strumenti dispone

Nordahl Grieg, la scuola superiore dove lavoro, è una scuola moderna, diciamo il posto ideale per studiare le materie scientifiche. Dispone di moderni laboratori: il laboratorio di chimica è fornito di diversa strumentazione per fare esperimenti di chimica organica e inorganica. Nel laboratorio di fisica e' possibile condurre esperimenti con composti radioattivi. Nella ricerca tecnologica i ragazzi lavorano su precisi temi di ricerca. Il lavoro di gruppo è la forma preferita in ogni disciplina. I ragazzi si allenano ad affrontare le difficoltà che spesso si incontrano in ricerca come team di lavoro, dove ognuno contribuisce con la propria conoscenza, fantasia e le proprie idee a trovare delle soluzioni. La scuola dispone inoltre di una moderna biblioteca fornita di ogni sorta di libri, film e documentari. La scuola ha particolare focus sull'insegnamento digitale: uso di PC, condivisione di documenti google, facebook e twitter. Ci sono anche diverse attivita' esterne: esperienze di laboratorio presso l'universita', escursioni in natura per la raccolta di dati, partecipazione annuale alle Olimpiadi di chimica. Oltre a questo, ogni anno, nel periodo di febbraio viene organizzata presso la scuola una conferenza di tre giorni, nel corso della quale personaggi del mondo della ricerca, del lavoro vengono invitati a tenere dei seminari su tematiche attuali e i ragazzi organizzano workshops in base alle tematiche presentate. Mats Gilbert ,da medici senza frontiera , ha aperto l'ultima edizione della nostra conferenza, nel febbraio 2012. Uno dei temi discussi in plenum è stata la strage del 22 luglio.

Come si svolge una giornata tipo di un insegnante in Norvegia? Riesce a conciliare facilmente il suo lavoro con i tempi della sua vita familiare?

La giornata inizia alle 8 e termina alle 15.15. E' il genere di lavoro che si riesce meglio a conciliare con le esigenze familiari anche se spesso molte serate sono dedicate alla correzione dei compiti in classe o alla preparazione delle lezioni. Ma questo credo avvenga anche in Italia.

Come è il rapporto con il resto del corpo insegnanti autoctono?

Un ottimo rapporto collaborativo. Per esempio per ogni materia c'e' un team insegnanti che decide il programma di insegnamento per un dato periodo e le prove (i famosi compiti in classe). Nel mio caso io faccio parte del team di chimica e matematica. Ogni due settimane ci riuniamo per aggiornarci. La scuola organizza anche riunioni a tema (1 o 2 volte all'anno) dove gli insegnanti si ritrovano e discutono sui risultati ottenuti.

Sente che ci sia un'equa gratificazione sia economica sia professionale rispetto al lavoro svolto?

L'insegnante non è l'attività più pagata in Norvegia. Se avessi un lavoro in un' azienda petrolifera, avrei sicuramente uno stipendio maggiore. In ogni caso la situazione economica è soddisfacente ed migliorata grazie alle ultime trattative sindacali. Infatti ora il curriculum formativo di un insegnante ha notevole rilevanza nel determinare il livello di stipendio.

Tornerebbe in Italia se ricevesse una buona offerta dall'Università?

Non credo proprio... del resto ho lasciato nel 2000 il mio lavoro al Politecnico di Milano per trasferirmi in Norvegia, anche per seguire mio marito, che è norvegese. Sono contenta della scelta che ho fatto nel passare dall'universita' alla scuola. Anche nel campo educativo è possibile fare ricerca, cercando sempre nuovi metodi per stimolare i ragazzi alla conoscenza. Mi sento comunque sempre italiana, direi un'italiana perfettamente integrata. I ragazzi apprezzano il mio metodo di insegnamento ed io sono immensamente soddisfatta della mia vita lavorativa nel liceo Nordahl Grieg!


SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

 
  - Commenti -
Benvenuti in Scandinavia (1) - Elisabetta Cassina, 43 anni, é storiografa con cattedra. Ma all'Università di Oslo, per concorso, superando 30 norvegesi

RISULTATI
0
0 VOTI

Clicca per Condividere

RSS RSS Feeds
INIZIATIVE

Rivista italiana di management del Gruppo 24 Ore. Per aggiornare il manager sulle tendenze e le novità in tema di gestione d'impresa sotto diversi punti di vista

Il Gruppo 24 ORE per un nuovo Team professionale di vendita ricerca giovani max 32enni, ambosessi con spiccate doti relazionali e notevole capacità comunicativa



Il percorso del tuo Sapere
PIU LETTI
SHOPPING24