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20 luglio 2012

Indagine Gidp - Neolaureati e lavoro: é ingegnere un nuovo assunto su tre. Lo stage facilita l'inserimento, ma che disastro l'inglese e il «saper fare»!

Andrea Curiat

Un'assunzione di giovani su tre riguarda neolaureati in ingegneria; una su quattro, ragazzi provenienti dalle facoltà di economia. Seguono, ma alla lontana, informatica, chimica e giurisprudenza, ciascuna delle quali pesa per il 5-6% circa sulle ricerche di nuove risorse effettuate sul mercato del lavoro italiano.
Le imprese, insomma, prediligono ancora le lauree "forti" dagli alti contenuti tecnici, riservando meno spazio (tra l'1 e il 3% degli inserimenti) a chi proviene da facoltà letterarie o umanistiche. E non si accontentano di candidati dalle competenze mediocri: per il 20,4% delle imprese, i ragazzi devono essere motivati e devono conoscere almeno una o più lingue straniere. Il 13,12% dei recruiter, poi, predilige i curriculum che riportino esperienze di lavoro effettuate già durante il periodo di studi.

Sono i risultati che emergono dall'"Indagine conoscitiva neolaureati e stage 2012" condotta dall'associazione direttori risorse umane Gidp/Hrda, su un campione di 130 imprese attive su tutto il territorio nazionale.
«Il sondaggio – commenta il presidente dell'associazione Paolo Citterio – rileva come la distanza tra università e mondo del lavoro sia ancora molto ampia. I laureandi devono cercare il contatto con le imprese, effettuare esperienze di lavoro durante gli studi, altrimenti rischiano di arrivare in azienda senza avere alcuna competenza concreta».

La carenza principale riscontrata nei neolaureati dal 21,31% delle imprese consiste proprio in una scarsa conoscenza del mondo del lavoro, che si rispecchia fatalmente in un elevato grado di indecisione nelle scelte e nei progetti (indicata dal 18,52% del campione).
Tasto dolente è anche la mancanza di conoscenza delle lingue (per il 14,81% delle aziende): «L'inglese resta la lingua più richiesta dal 64% dei responsabili del personale – rileva Citterio – seguita dal francese e dal tedesco, che quest'anno scalza lo spagnolo». Tra le capacità personali più apprezzate nei neolaureati vi sono invece la capacità di mettersi in gioco (per il 24,08% del campione), la proattività e la capacità di analisi e risoluzione problemi (per il 18,53 per cento).

Il risultato del gap tra giovani e mondo del lavoro è che, ad oggi, il 70% delle aziende ha difficoltà a reperire i candidati ideali. Il 27,59%, in particolare, non riesce a trovare ingegneri con competenze adeguate alle mansioni da ricoprire sul posto di lavoro.
Complesse anche le ricerche di informatici (nell'8,95% dei casi) e di esperti in scienze statistiche (5,52%). Così, solo il 13,27% delle ricerche di neolaureati richiede meno di 15 giorni per essere portate a termine. Il 40% circa porta via fino a 1 mese, e il 32% da 1 a 3 mesi.

Per quanto riguarda invece i canali di recruiting, il più efficiente in assoluto secondo il 44,26% dei direttori hr è dato dai canali di placement delle università, che fungono da buon collegamento tra giovani e imprese. Apprezzati anche dal 9,7% delle aziende i siti web specializzati in matchmaking tra domanda e offerta di lavoro; mentre l'8,85% si rivolge prevalentemente a business school e scuole di management di alta formazione per la ricerca di giovani talenti. I siti internet aziendali risultano in quarta posizione con l'8% delle preferenze.

Lo stage si conferma come un canale fondamentale di ingresso per i giovani nell'88,7% delle aziende. Solo il 10% delle imprese non ricorre a tirocini di alcun genere. «La riduzione della durata massima degli stage da 12 mesi a 6 mesi ha scontentato molti direttori del personale – commenta ancora Citterio – perchè di fatto, per le discipline tecniche come ingegneria o informatica, le imprese non riescono in un solo semestre a valutare appieno le competenze, le conoscenze e le capacità dei giovani. Le assunzioni rappresentano investimenti oculati e mirati e non ci si può permettere di sbagliare».

La cultura del tirocinio rimborsato sta comunque prendendo piede: più del 90% delle imprese offre un rimborso spese con, in molti casi, la possibilità di usufruire della mensa aziendale o di buoni pasto. Solo il 5% pretende che gli stage siano completamente gratuiti. Il 30% paga da 500 a 600 euro mentre il 25% da 400 fino a 500 euro; e c'è anche un 30% circa che offre più di 600 euro.

Negli ultimi 12 mesi, il 50% delle aziende dichiara di aver assunto da 1 a 3 giovani al termine del periodo di stage. C'è pero una percentuale rilevante (il 15%) che non ha assunto nessun ex-stagista. I settori di destinazione per le assunzioni di neolaureati previste nei prossimi 6 mesi sono la produzione (nel 13% dei casi), il commerciale (12% e la ricerca e sviluppo (11,5%). La forma contrattuale più utilizzata in assoluto, al termine dello stage, è l'apprendistato professionalizzante (34%) seguito dal tempo determinato (30 per cento).

«Le retribuzioni sono in crescita, soprattutto per le aziende chimiche, dove il costo del lavoro incide in misura minore sul prezzo del prodotto finale. Il contratto del commercio è invece in controtendenza e ha subito una decurtazione sino a risultare il più basso dell'anno per retribuzione lorda annua. La causa è da attribuirsi alla crisi dei consumi», spiega il presidente Gidp. Il Ral all'inserimento del Ccnl metalmeccanico è cresciuto, tra 2011 e 2012, da 23.724 euro a 25.249 euro; il Ccnl chimico/farmaceutico è cresciuto da 25mila euro circa a 26.454 euro; il Ccnl del credito è salito da 24.764 a 26.704 euro. Il Ccnl commercio e servizi, viceversa, si è ridotto da un anno all'altro da 22.636 euro a 21.785 euro.

«Un ultimo dato da rilevare – conclude Citterio – è che oggi si diventa quadri, in media, dopo 4-8 anni dall'assunzione. Aumenta invece il tempo necessario per essere nominati dirigenti: l'età media era di 35-36 anni negli anni '80, di 40 anni nel 2011, e di 42 anni e mezzo nel 2012. La ragione? Semplice: i dirigenti costano e le aziende cercano di ridurne il numero».

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