Addio, vecchio voucher di carta. La nuova versione del buono pasto potrebbe essere più simile a un incrocio tra una carta di credito e una tessera elettronica personale. Per elaborarla, serviranno professionisti con competenze nuove rispetto a quelle tradizionali di stampo amministrativo-contabile: ci sarà bisogno di matematici, ingegneri, informatici, programmatori. Ne è convinto Giovanni Facco, direttore del personale di Qui Group , società attiva in buoni pasto, monetica, e servizi legati al welfare sociale e aziendale.
«Stiamo cambiando pelle – spiega Facco – e puntiamo tutto sull'innovazione tecnologica. Stiamo introducendo nuovi servizi o veicoliamo quelli tradizionali attraverso nuove piattaforme tecnologiche. Attraverso la stessa card, ad esempio, possiamo veicolare buoni acquisto, voucher, forme di sconti e pagamento, ma anche documenti di riconoscimento per i dipendenti che entrano in azienda».
Per questa ragione, Qui Group sta portando avanti un duplice processo di nuovi inserimenti: «Da un lato – spiega ancora il manager – contiamo di inserire entro la fine dell'anno 20 nuovi dipendenti, di cui 7 sono già stati assunti. Cerchiamo competenze significative nel campo del marketing e delle analisi di mercato sul fronte dei beni di consumo, ma anche dipendenti per il settore commerciale e nel campo amministrativo-contabile».
Questa fase di assunzioni è legata alla crescita strutturale del gruppo, che negli ultimi 5 anni ha visto il fatturato consolidato aumentare a un tasso medio del 23% annuo, sino a raggiungere a fine 2011 i 500 milioni di euro con 18 milioni di utenti, 120mila esercizi convenzionati e più di mille dipendenti e collaboratori.
Il secondo driver di crescita è legato proprio all'innovazione. A maggio, Qui Group ha avviato un corso di alta formazione retribuito con borsa di studio e destinato a 20 ricercatori. L'azienda sta portando avanti un progetto per sviluppare prodotti e servizi nell'ambito della monetica in collaborazione con Poste Italiane, grazie a un finanziamento da 15 milioni di euro ottenuto dalla società in risposta a un bando del Ministero dell'istruzione. «Per questo progetto, in Campania abbiamo assunto circa 25 persone tra programmatori, esperti di informatica e ingegneri», afferma Facco.
La composizione demografica dell'organico di gruppo, peraltro, rappresenta una vera e propria eccezione in Italia: «L'azienda è cresciuta molto in questi anni, compatibilmente con i nuovi ambiti di sviluppo e di mercato. L'età età media dei dipendenti è di 33-34 anni, e la percentuale di donne sfiora il 75% del totale. Abbiamo anche un tasso di assenteismo molto basso, che non arriva complessivamente al 2 per cento», rileva ancora Facco. Secondo il direttore Hr, l'alta percentuale di risorse femminili è dovuta in parte all'area di attività della società, specializzata nel settore dei servizi, dall'altro a una scelta di fondo dei vertici aziendali. «Una quota rosa così elevata è stata raggiunta probabilmente per caso, ma oggi caratterizza profondamente l'azienda e vogliamo preservarla».
In un clima aziendale così giovane, non ci sono percorsi di crescita formalizzati, ma quasi tutti i dipendenti hanno dinanzi a sè buone opportunità di carriera interna. «Per quanto riguarda i contratti utilizzati, i neolaureati cominciano solitamente con uno stage o un contratto di somministrazione; poi, a seconda dell'età e dell'esperienza, si passa a contratti a tempo determinato o di apprendistato per sfociare in un tempo indeterminato», conclude il responsabile risorse umane.
Per candidarsi alle posizioni aperte presso Qui Group, è possibile inoltrare il proprio cv scrivendo a personale@quigroup.it o compilando il form alll'indirizzo http://www.quigroup.it/lavora-con-noi.html.
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