JOB24
- Home News Ricerca Annunci Strumenti Formazione e Master Blog
Cerca   nel sito   con   Google
 
22 giugno 2012

La nomina - Fulvio Rossi, Csr responsibility manager di Terna, è il nuovo presidente di Csr Manager Network Italia

Andrea Curiat

Fulvio Rossi, corporate social responsibility manager di Terna , è stato nominato nuovo presidente di Csr Manager Network Italia , l'associazione dei responsabili delle attività socio-ambientali e di sostenibilità d'impresa promossa da Altis e Isvi .

Rossi, milanese, 53 anni, si è laureato in economia politica presso l'Università Bocconi di Milano (). «Quando ho cominciato a occuparmi di responsabilità sociale, era un tema nuovo: non c'era nessuno che potesse fregiarsi di un'esperienza specifica in questo campo e i nuovi responsabili erano prelevati da altre cariche aziendali», commenta il responsabile. Dopo una prima esperienza in Assolombarda su problematiche del mercato del lavoro, Rossi si è occupato di studi e indagini retributive in Hay Group . Dal 1993 al 2001 ha lavorato presso il Centro Studi Confindustria e dal 2001 al 2006 è stato direttore del personale di Grtn, il Gestore rete trasmissione nazionale.
«Tra le cariche che ho ricoperto in passato – rileva Rossi – sono state queste due in particolare a influire direttamente sul mio percorso di carriera successivo. Nel centro studi di Confindustria mi occupavo del mercato del lavoro e di supporto delle relazioni industriali. Successivamente, come direttore del personale di Grtn, ho avuto modo di inquadrare in una società specifica quello che già avevo appreso a livello di scenario italiano, imparando a conoscere lo stato delle pratiche di responsabilità sociale in una singola realtà».

Nel 2006, Grtn si è fusa con Terna e Rossi ha avuto modo di assumere un ruolo più specifico come responsabile Csr del gruppo, diventando nel 2007 socio, e nel 2008 vice-presidente, del Csr Manager Network. In quasi 20 anni di esperienza nel settore, il neo-presidente del Network ha avuto modo di assistere all'evoluzione della responsabilità sociale e ambientale d'impresa in Italia. «Sicuramente – afferma – negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti. La Csr, in passato, era una pratica di buona gestione adottata più o meno consapevolmente da manager illuminati. Negli anni, è stata codificata come vera e propria funzione aziendale, riconosciuta dalle varie divisioni di business. Questo, però, è vero solo nelle grandi aziende quotate. Nelle Pmi, certo, si trovano imprenditori che credono profondamente nella loro funzione sociale di datori di lavoro. Ma ancora oggi, nelle realtà più piccole, la Csr non è una pratica strutturata in tutta l'organizzazione di business».

Ma qual è, allora, lo scenario complessivo oggi? Secondo Rossi, alcuni settori tendono naturalmente ad adottare le best practice di Csr in anticipo rispetto agli altri: «La correlazione tra la responsabilità sociale e gli aspetti di business è più immediata nel comparto del largo consumo. In questo caso la sensibilità dei consumatori funge da stimolo importante per le imprese. Rispondere alle esigenze dettate dalla coscienza ambientale e sociale del pubblico può costituire un fattore strategico di successo. Nel settore dell'oil&gas, il driver principale per la diffusione della Csr è dato dall'esigenza di ridurre l'impatto ambientale delle attività di produzione e consumo di energia da parte dell'uomo, anche attraverso la riqualificazione verso fonti rinnovabili. Anche il comparto bancario, dopo essere stato messo sotto accusa nell'ambito della crisi finanziaria, ha fatto importanti passi avanti per dimostrare l'adozione di una finanza sostenibile».

C'è però ancora molta strada da fare. «Tra le esigenze più importanti per la diffusione della Csr in Italia – rileva Rossi – vi è una questione di metodo. Bisogna sviluppare approcci quantitativi condivisi in grado di misurare con la massima accuratezza possibile sia l'impegno delle aziende nelle best practice, sia la misura dei risultati ottenuti. Altrimenti è impossibile stabilire il contributo esatto di ogni gruppo alla corporate&social responsibility».

Proprio questo sarà uno degli obiettivi principali di Rossi nel suo nuovo ruolo. Già da tempo, Csr Manager Network sta portando avanti un progetto fondamentale in collaborazione con l'Istat e con Altis. In particolare, stiamo cercando di far dialogare i dati prodotti dalle misurazioni micro, effettuate dalle imprese nei bilanci sociali, con i dati macro a disposizione dell'Istituto di statistica. Quel che è emerso, ad oggi, è che purtroppo è molto difficile far collimare i dati. Ogni società, legittimamente, adotta definizioni lievemente diverse per ciascuna pratica di Csr. Ma in questo modo è impossibile ottenere un quadro omogeneo. Tra i risultati più importanti che il nostro progetto potrebbe avere, vi è proprio l'individuazione di standard qualitativi e quantitativi unici che possano essere diffusi e condivisi tra le società italiane». Solo così, conclude Rossi, si potrà avere un quadro chiaro e completo della Csr in Italia.

Le altre nomine della settimana

SEGUI JOBTALK E JOB24.IT ANCHE SU TWITTER CON 24JOB

 
  - Commenti -
Le nomine della settimana

RISULTATI
0
0 VOTI

Clicca per Condividere

RSS RSS Feeds
INIZIATIVE

Rivista italiana di management del Gruppo 24 Ore. Per aggiornare il manager sulle tendenze e le novità in tema di gestione d'impresa sotto diversi punti di vista

Il Gruppo 24 ORE per un nuovo Team professionale di vendita ricerca giovani max 32enni, ambosessi con spiccate doti relazionali e notevole capacità comunicativa



Il percorso del tuo Sapere
PIU LETTI
SHOPPING24
SHOPPING24