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Katriina Haikala16 aprile 2012

Benvenuti in Scandinavia - Katriina Haikala, designer finlandese e mamma: «Sono imprenditrice grazie a un prestito statale agevolato e alla collaborazione tra donne creative»

Clara Svanera

Katriina Haikala è una giovane ed eclettica designer di successo . E' finlandese, vive ad Helsinki, quest'anno capitale mondiale del design. E' visual designer, insegnante di arte e design alla prestigiosa School of art and design della Aalto University, ha avviato con successo una società di moda e design, grazie ad un prestito statale agevolato destinato a donne imprenditrici. Il design per lei è anche un progetto sociale: si chiama "cultural dresscode". E come gran parte delle imprenditrici scandinave, non ha rinunciato alla maternità.

Ci racconta un po' di lei, partendo dai suoi studi?

Dopo la laurea in arte, ho conseguito il Master of arts in design alla school of arts, design and architecture della Aalto University. . Da allora la mia vita è strettamente legata all'arte e al design, tra vernissage, insegnamento all'Università e collezioni di moda.

Il design per voi finlandesi è un patrimonio iscritto nel dna. Come spiega il successo che contraddistingue il design finlandese? Cos'è il finnish style?

La mia ipotesi è che il senso del design sia connaturato nella sensibilità dei finlandesi. La gente qui capisce il valore del buon design e dei materiali d'eccellenza. Ad esempio il finlandese medio da sempre compra meno, ma punta sulla qualità. Inoltre è nella nostra natura essere moderati e funzionali, amiamo le cose semplici, ma nel contempo eleganti. Siamo in qualche modo figli della nostra natura, dei boschi e dei laghi interminabili che ci circondano. Di sicuro tutto questo ha influenzato l'estetica del design finlandese, diventato una delle icone del design internazionale.

Lei è una designer a 360 gradi: si divide tra arte visiva, moda e l' insegnamento del design. Ha avviato una società che in un anno e mezzo ha dato dei risultati molto positivi: potremmo tradurre il nome della società con "donzelle shekerate" in italiano. Giusto? In che senso?

Il nostro marchio è Tärähtäneet ämmät / Nutty Tarts Oy Ltd che, effettivamente, può essere tradotto così, una metafora per definirci "pazzarelle", perché facciamo qualcosa di non convenzionale di sicuro. Ho messo su questa società di moda nel 2010 con una mia ex collega universitaria ed artista come me, Vilma Metteri. Abbiamo semplicemente dato uno statuto sociale ad una collaborazione che durava da tempo e formalizzato un'attività che prima facevamo da free-lance. Effettivamente ci occupiamo di design in tutte le sue sfaccettature. Lavoriamo come artisti, designer e consulenti allo stesso tempo. Questa è la proporzione del nostro lavoro: 30% dedicato al design, 30% alla consulenza come visual designer, 40% all'arte. Offriamo un'alta gamma di prodotti di arte e design. Ora stiamo lavorando ad un progetto di arte sociale, denominato: "Codice d'abbigliamento culturale". Il progetto vuole esplorare quanto il modo in cui ci si veste sia correlato alla classe sociale di appartenenza. Il fil rouge della nostra attività e che lega e amalgama le varie branche (design, arte e formazione) è l'impatto sociale che ha la moda. Siamo orientati a presentare nelle esposizioni, quanto sulle passarelle fenomeni culturali e argomenti di attualità.

Lei è un'insegnante di design alla prestigiosa Aalto University, una sorta di vivaio per i designer di domani. . Come vede il futuro lavorativo dei suoi allievi in Finlandia?

Il futuro sembra molto promettente. Il Governo finlandese sta investendo molto in questo settore, perché vede nel design funzionale finlandese un valore nazionale, che va coltivato, incentivato e dunque finanziato. Esiste un forte potenziale di crescita nelle aree di business creativi. Potremmo quasi dire che i lavori creativi rappresentano una grande fetta dell'economa nazionale. Stanno nascendo tante piccole imprese nel nostro Paese che si avvalgono di giovani talenti, aiutate con finanziamenti agevolati.

Anche lei ha beneficiato di un sostegno per l'avviamento della sua società?

Sì! Io ho potuto beneficiare di un prestito statale destinato a giovani donne imprenditrici, che prevede un tasso molto agevolato

Ci parli un po' di questa sua nuova stravagante linea di abbigliamento intimo, Hairy Underwear, che ha lanciato e che ha riscosso molto successo? Una lingerie che mette in evidenza gli inestetismi, anziché nasconderli. Perché?

La nostra collezione Hairy underwear prende ispirazione, ma nello stesso tempo se ne distanzia, dai luoghi comuni della moda occidentale che troviamo piuttosto opprimenti (specialmente per le donne). L'industria della moda e della bellezza utilizzano un marketing aggressivo, che punta al raggiungimento della perfezione del corpo ,coltivando ideali di bellezza che, però, sono assolutamente irreali e artificiali. Le persone in realtà sono naturalmente pelose, rugose e "imperfette" e dovremmo cominciare ad apprezzare la diversità delle persone, piuttosto che reprimerla. Questo è ciò che vogliamo dire con la collezione Underwear. E questo è il motivo per cui ha fatto molto successo!

Dove avete presentato la collezione oltre che in Finlandia?

Hairy Underwear ha spopolato anche in Norvegia e in Russia, dove le persone, soprattutto le donne, sono probabilmente più pragmatiche. Ci auguriamo di presentarla presto anche in Italia.

Come è nata l'idea di cooperazione tra donne?

Vilma ed io abbiamo frequentato insieme la facoltà di design ed arte. Ben presto abbiamo scoperto che condividevamo le stesse idee sull'arte e gli stessi principi di vita. Inoltre condividiamo l'umorismo, che è alla base della collaborazione ed è l'elemento che arricchisce la cooperazione. Abbiamo anche percorsi di vita simili . Entrambe siamo madri.

Il fatto che abbiate avuto figli non vi ha affatto scoraggiato nel vostro lavoro. Siete brillanti imprenditrici con figli al seguito. Come è la situazione delle madri lavoratrici in Finlandia?

K:Essere madri non è di principio sempre facile. I miei ragazzi hanno già 8 e 10 anni e la loro gestione sta diventando più semplice. La Finlandia ci aiuta di sicuro ad essere buone madri, anche di bambini in età infantile, permettendoci di raggiungere il successo nel lavoro. Questo è uno dei motivi principali che sancisce la parità tra uomini e donne qui. Le donne finlandesi sono così indipendenti dagli uomini, perché hanno il proprio denaro e la propria libertà! Riceviamo dallo stato un aiuto contingente e una proposta concreta di organizzazione quotidiana per i bambini.

In che misura il sistema di Welfare aiuta le famiglie?

Praticamente in tutto. Dalla copertura totale dei costi di scuola materna a tempo pieno in una fascia oraria che va dalle 6.30 del mattino alle 17.30 del pomeriggio, cioè quando in Finlandia termina la giornata lavorativa. Chi assiste i bambini nelle scuole materne è una pedagoga di professione: lasciamo dunque i nostri figli in mani sicure. Trovo che questo sia meraviglioso! Oltre agli assegni familiari, per ogni figlio che abbia tra 1 e 3 anni riceviamo un assegno extra che varia tra i 327 e 398 euro per bambino. E 'anche possibile avere un sussidio per l'affitto e per i costi della vita se si ha un problema economico per qualsiasi motivo. Lo stato arriva dove la famiglia non riesce ad arrivare. E' questo il senso del nostro sistema di Welfare. Posso garantire che si tratta di uno dei migliori sistemi di Welfare d'Europa. www.kela.fi.

Che testimonianza vuole lasciare alle mamme-imprenditrici come lei?

Essere una mamma è tutto per me. Io sono quello che sono grazie ai miei figli, ho imparato molte cose su di me dopo essere diventata madre. Si sono moltiplicate le mie energie e le mie risorse di lavoro. I miei figli sono la mia ispirazione e non motivo di frustrazione! Questo dovrebbe valere per le tutte le mamme! Ma perché sia così le madri non vanno lasciate sole, ma aiutate ed incoraggiate!

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