E' l'ennesimo «We want you» quello che Eleonora Voltolina rivolge ai giovani in cerca di lavoro nelle pagine del suo nuovo libro, ma non si tratta di un'offerta d'impiego o di un corso di formazione in vista di assunzione. "La Repubblica degli stagisti" chiama infatti le nuove leve a dire "no".
Un «no generazionale - lo ha definito Alessandro Rosina, docente di Demografia, durante la presentazione qualche giorno fa a Milano - per riappropriarsi del proprio futuro». Però manca totalmente un'azione di massa critica, aggiunge Rosina: «Oggi la Rete fornisce molti strumenti per passare all'azione e questo è un vantaggio che è doveroso sfruttare».
Il volume, appena pubblicato da Laterza, ha come sottotitolo "Come non farsi sfruttare" e potrebbe costituire un perfetto bigino per tutti gli studenti che si affacciano al mondo del lavoro.
L' autrice, giornalista, è la fondatrice del sito Internet dallo stesso nome, frequentatissimo dai debuttanti sul mercato del lavoro e noto per aver lanciato iniziative concrete come laCarta dei diritti dello Stagista e il "Bollino OK stage. Un marchio Doc del tirocinio, finalizzato a "schedare" tutte le aziende virtuose che utilizzano questa formula contrattuale come indicato nel decalogo. Eleonora però non si limita ai consigli, ma va all'attacco e non è tenera con nessuno: punta il dito contro i legislatori che, lasciando le maglie larghe, hanno permesso un uso scorretto degli stage, contro le aziende che ne hanno approfittato, contro le famiglie, che spesso assecondano "il collezionismo di stage" dei figli, contro i giovani stessi che si fanno complici del proprio sfruttamento accettando passivamente le condizioni imposte.
«Si tratta di una campagna di sensibilizzazione permanente – spiega l'autrice nel libro - L'idea è di far emergere tali imprese dal mare magnum e far sapere ai giovani che esistono». Come ha sottolineato Pietro Ichino, esperto del diritto del lavoro, «oggi mancano trasparenza e informazione: i giovani, per reagire, devono sapere come distinguere il buono dal cattivo». Acquisita la consapevolezza, poi, sono loro i primi a doversi sottrarre alle logiche che ormai dominano nel mondo del lavoro e c'è chi l'ha già fatto: il libro riporta numerosi esempi di ragazzi e ragazze la cui forza è stata quella di non subire.
Non è facile: «Rimane sempre l'impressione di aver perso un'occasione che si sarebbe potuta rivelare valida» confessa per esempio Antonella, classe 1982, una delle protagoniste intervistate nel libro.
«L'importante è avere sempre il controllo della situazione e non subire lo stage, ma usarlo a proprio vantaggio - suggerisce Eleonora Voltolina qualche pagina più avanti - oltre ai giovani ci sono anche altri attori chiamati a intervenire . E' a loro che è rivolto l'appello dell'ultima pagina: studenti, insegnanti, amministratori, imprenditori o genitori, «ognuno può fare qualcosa: l'universo stage di domani dipende anche da quello che ciascuno di noi sceglie di fare nel suo piccolo». A partire da oggi.
JobTalk- Flessibili o precari?/Gli stage retribuiti esistono: un blog fa i nomi del le aziende virtuose
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