 |
| |
 | | 6 febbraio 2009 |
Il curriculum atipico di ...Enzo Jannacci: musicista, medico in pensione, precario ante litteram
|
| di Fabrizio Buratto |
|
|
Enzo Jannacci arriva all'appuntamento puntualissimo, su di un Ciao un po' scassato: gomma posteriore quasi a terra. Siamo alla CCM (Comunicazioni per le Musiche e le Culture) di Dario Zigiotto, in via Calzecchi a Milano, zona Città Studi, dove abita anche Jannacci.
Rimaniamo soli in una stanza, spiego a Jannacci come sarà articolata gli dico che sarà pubblicata in internet, dunque sempre consultabile, a differenza della carta stampata che si consuma in un giorno. Jannacci confessa: "internet è un mondo che non conosco, non mi sono mai appassionato, non so perché; non so neppure scrivere a macchina, scrivo a matita, oppure non scrivo niente." Accendo il registratore e parto con le domande; quando lo spengo mi accorgo della durata: un'ora e quindici minuti. Jannacci è in ritardo, doveva essere nel suo studio medico da mezz'ora, ma mi perdona, dice che è stata una bella chiacchierata.
Peccato non poterla riportare integralmente; in queste pagine stralci del curriculum davvero atipico di un artista e di un uomo fuori dal comune, che è stato anche attore per grandi registi (addirittura protagonista in "L'udienza" di Marco Ferreri) e autore di varie colonne sonore. Nel 2009 porterà il suo bagaglio di esperienze al corso di Jazz delle Scuole Civiche di Milano, in un ciclo di otto incontri sulla creatività nella canzone.
Nome
Vincenzo
Cognome
Jannacci
Nato il
3/06/1935
Città
Milano
Residente a
Milano
1) Quanti lavori ha fatto prima di diventare Enzo Jannacci
Parecchi
2) Il lavoro più gratificante e il più avvilente
Sono stati tutti perlomeno avvilenti e anche gratificanti. E continuano ad esserlo.
3) Il primo stipendio da medico
Al pronto soccorso di Cantù. Ora non mi ricordo quanto fosse, però era una bella paga. Il primo che mi ricordo era di circa 270.000 lire al mese, quando son tornato in Italia dagli Stati Uniti, nel 1973. Ho vinto il concorso e sono diventato chirurgo infantile all'Alfieri di Milano. Bisogna essere chirurghi generali per diventare chirurghi infantili e maxillofacciali. Poi sono passato all'ospedale Sacco, con il professor Rovati, ed erano sempre 270.000 lire al mese.
4) Il primo cachet da artista
Fu alla Bussola di Bernardini a Forte dei Marmi. Lui faceva venire grandissimi artisti, da Sinatra a Tom Jones. Una sera dovevamo esibirci io, Paolo Villaggio e Toffolo, ma poi ci ha cancellati. Era venuto anche Jerry Louis, in quegli anni suonavo il pianoforte per Sergio Endrigo, Bernardini mi fece un provino e poi suonai per quindici giorni alla Bussola. Non voleva pagarmi, ma io gli dissi che volevo 35.000 lire a serata, e lui: "ma tu sei matto". Io gli risposi: "No, dicono che sono matto, sono matto ma non sono mica scemo. Lavoro, mica mi puoi pagare offrendomi qualcosa da bere, che io non bevo neanche. Allora offrimi un te." Alla fine me li diede; a quel tempo erano parecchi soldi.
5) Titoli di studio
Laurea in medicina alla Statale di Milano con specializzazione in Chirurgia Generale. Conservatorio: il primo esame difficile al conservatorio è stato quello di "Teoria e solfeggio". Poi ho preso il diploma da direttore d'orchestra, ma non quello in pianoforte. Ho fatto l'esame dell'ottavo anno, però poi non mi sono diplomato perché non mi serviva, suonavo a orecchio da quando avevo quattro anni. Mi serviva, invece, sapere come mettere sulla carta le voci, ero molto invidioso di quelli che sapevano farlo.
6) Sulla carta di identità alla voce professione c'è scritto
Una volta avevo fatto mettere "fantasista", poi però ridevano… "è pazzo", allora adesso ho fatto scrivere "medico", perché se metti "artista" o "giocoliere", la polizia e i carabinieri quando ti fermano ti fanno subito scendere.
7) Lingue straniere conosciute
A scuola ho studiato il francese. Ho imparato l'inglese quand'ero negli Stati Uniti, in una scuola ispanica serale. Andavo tre volte alla settimana, tutti gli ispanici erano più intelligenti di me, e non studiavo neppure molto, poi in tre giorni ho imparato tutti i vocaboli del vocabolario che ci avevano dato al corso. Conosco un po' di tedesco perché ho lavorato spesso in Germania. Ho raccolto anche le patate in Germania, un lavoro faticosissimo, alla sera non mi riuscivo più a piegare la schiena. Capisco lo spagnolo, e chi è che non lo capisce, però prova un po' a parlarlo… nel caso mi arrangio.
8) Esperienze di lavoro all'estero
Ho lavorato in parecchie città degli Stati Uniti, non solo a New York, Los Angeles o Boston. Quelli non sono i veri Stati Uniti, quelli veri sono i posti più interni, quelli di "Il cacciatore" di Michael Cimino.
9) La parola "lavoro" cosa le fa venire in mente
Paura. La paura che io ho provato, perché ero un precario di ora in ora. Non avevo il tempo indeterminato; sono arrivato ad un punto in cui stavo attaccato al telefono, aspettando che qualcuno mi chiamasse, sia come musicista che come medico. Quando squillava, alzavo la cornetta e senza ascoltare la proposta dicevo subito: "Sì"
10) Dunque lei è stato un precario ante-litteram. Che ne pensa dei co.co.co… co.co.pro.?
Tutto il bene possibile. Ma co.co.pro. cosa vuol dire?
Contratto a progetto.
E' un tremendo limitare le possibilità del contraente. Il progetto è una cosa seria… conosco persone che fanno due o tre lavoretti. Io ho un'amica che lavora in farmacia, fa la commessa e insegna biochimica e farmacologia in un liceo a Bollate, e prende 1300 euro al mese.
|
| |
 |
|  |
|  |
RISULTATI 0 0 VOTI
|
Rivista italiana di management del Gruppo 24 Ore. Per aggiornare il manager sulle tendenze e le novità in tema di gestione d'impresa sotto diversi punti di vista Il Concorso, a partecipazione gratuita, intende selezionare le migliori tesi universitarie che affrontano le tematiche dell'e-Learning e dei Social network. Vuoi lavorare al Sole 24ORE? Scrivi a selezionepersonale@ilsole24ore.com Prima di inviare la candidatura prendi visione dell' Informativa PrivacyRoma, 28 Febbraio presso l' Hotel Palatino Via Cavour, 213/M. Incontrerai i direttori di ammissioni delle più importanti scuole di business al mondo. Iscriviti ora Il percorso del tuo Sapere
|