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10 dicembre 2009

Anita Rachvelishvili-Carmen : studentessa sans papiers e senza partita Iva

di Loredana Oliva

Ha rischiato di cantare alla prima della Scala da clandestina Anita Rachvelishvili, la mezzo soprano georgiana, applauditissima interprete della Carmen al Teatro La Scala di Milano il 7 dicembre scorso. Lei stessa lo ha detto al Tg3 in un servizio andato in onda il giorno dopo il suo successo. Il suo permesso di soggiorno è arrivato mentre lei, studiava la Carmen, già scritturata per l'opera di Bizet. In tasca solo un visto d'ingresso.

Anita era a Milano già dal 2007 con una borsa di studio del Ministero Degli Esteri, grazie ad una speciale convenzione con l'Accademia del Teatro alla Scala di Milano per finanziare ogni anno, per il biennio di specializzazione, nove studenti con borse di studio che ammontano a 700 euro al mese. Anita si era candidata a una delle borse di studio tra quelle che il ministero attribuisce a talentuosi studenti stranieri per frequentare il Conservatorio "G. Verdi" di Milano, nel frattempo ha superato con successo le audizioni dell'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro alla Scala, e ha rinunciato a quella borsa per accettarne un'altra dello stesso importo, attraverso la convenzione con La Scala.

Un curriculum di tutto rispetto quello di Anita, nata aTbilisi il 28 giugno 1984, diplomata al Conservatorio di Stato "V. Sarajishvili" di Tbilisi. Promettente sin dall'inizio, Anita durante il liceo si specializza in pianoforte alla scuola di musica "M. Machavariani", e in canto al Conservatorio. Il suo paese le concede la prima borsa di studio nel 2005, la riceve dal presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, due anni dopo ne ha vinta un'altra intitolata a Paata Burchuladze, il cantante lirico georgiano - basso- famoso nei teatri lirici del mondo, dal Metropolitan di New York alla Scala di Milano.

La sua vita in Georgia, Anita ce l'ha raccontata, inverni freddissimi senza riscaldamenti, neve da squagliare per lavarsi il viso, ma i suoi genitori non rinunciavano certo al pianoforte, entrambi musicisti, né a incoraggiare la figlia e aiutarla come potevano a spiccare il volo.

Così Anita è riuscita ad arrivare in Italia, a studiare all'Accademia della Scala, sostenuta dalle borse del ministero degli Esteri, sino al suo ingaggio per Carmen, e l'incontro sognato con Barenboim. Ma talentuosa com'è, avrebbe potuto lavorare anche in altri teatri europei, era richiesta in Francia, in Belgio per delle audizioni. Non è mai andata, dal 2007 sino metà del 2009, non è potuta uscire dai confini italiani. Le mancava il permesso di soggiorno. La Rachvelishvili, come tanti borsisti stranieri ma anche lavoratori, ricercatori e docenti, è potuta entrare con un visto d'ingresso che entro pochi mesi doveva essere trasformato in un permesso di soggiorno per motivi di studio e lavoro.

Ma le lungaggini burocratiche, hanno bloccato Anita a Milano e soprattutto le hanno impedito, a causa della mancanza del permesso di soggiorno, di aprire la partita Iva, indispensabile per firmare contratti di una certa durata e consistenza economica. Lo racconta lei stessa, in una puntata di Presa Diretta andata in onda, lo scorso 1° febbraio, e ripreso dal Tg3 dopo la prima alla Scala. In quella puntata dal titolo Migranti, la troupe di Riccardo Jacona comincia proprio dagli immigrati più preziosi, gli artisti, cantanti e ballerini del Teatro alla Scala.
Nel servizio, una docente si lamenta di come siano cambiate le cose da qualche tempo, i cantanti che stanno finendo il biennio di specializzazione, in Italia da un anno e mezzo non hanno ancora ricevuto il permesso di soggiorno definitivo, e non possono neanche aprire un conto in banca.
Il mezzo soprano – borsista, Anita Rachvelishvili, ancora sconosciuta, ma futura Carmen del podio scaligero ai microfoni di Presa Dretta racconta le sue difficoltà per ottenere quel benedetto permesso di soggiorno. " Io ho fatto già due spettacoli alla Scala, il terzo potrei farlo, ma il quarto no, perché dovrei avere assolutamente la partita iva che non posso avere senza il permesso di soggiorno. Sto studiando per un lavoro che forse non mi faranno fare".
Problemi che riguardano tanti borsisti che arrivano in Italia, nonostante abbiano tutti i documenti in regola, ricevono sovvenzioni dal ministero degli Esteri, ma poi il ministero degli Interni non riesce a fare loro arrivare con facilità il permesso di soggiorno. Oltre non poter uscire dal territorio italiano, il rischio è che con il solo visto d'ingresso, fermati dalla polizia si può passare un brutto quarto d'ora, e se s'incontrano degli intransigenti può essere rivolto il "gentile" invito a rientrare nel proprio Paese. Certo in quel caso l'Accademia della Scala sarebbe venuta in aiuto alla Carmen immigrata, forse Daniel Barenboim in persona.

Cantanti con la valigia: la Carmen borsista e tutti gli altri in attesa di debutto

Videoteca della Scala - Il backstage della Carmen

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