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18 novembre 2008

Mobbing, situazioni negative, azioni positive: sui rischi della crisi e il revival legislativo un convegno a Milano

di Rosanna Santonocito

Secondo la Fondazione di Dublino (Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro) l' 8 % dei lavoratori europei è stato vittima di mobbing. In numero assoluto, si tratta di 12 milioni di persone. L'Istituto superiore prevenzione e sicurezza su lavoro concorda sulla quota del''8%. In Italia, dice l'Ispesl, le vittime del mobbing sarebbero 1,5 milioni , cioè il 4% degli occupati. I dati della ricerca europea, frutto di un sondaggio tra 21mila lavoratori, sono il punto di partenza di un corposo studio di scenario che la Corte di Cassazione ha realizzato e diffuso la scorsa settimana (si veda Il Sole 24 ore del Lunedì del 17 novembre).

Ma l''attenzione verso questo fenomeno di disagio organizzativo dell'azienda - uno dei maggiori studiosi italiani, lo psicologo del lavoro Harold Ege parla di "malattia dell'ambiente di lavoro"- si è intensificata negli ultimi mesi, che hanno visto il susseguirsi di sentenze dei Tribunali italiani che, in assenza di una legislazione specifica e persino di una definizione univocamente accettata del mobbing, hanno fatto giurisprudenza, riparando all'inerzia o al ritardo del legislatore. La settimana scorsa, la commissione lavoro del Senato, poi, ha ripreso l'esame dei tre DDL in giacenza e di provenienza bipartisan, che contengono "misure per la tutela dei lavoratori dalla violenza o dalla persecuzione psicologica nei luoghi di lavoro".

Si arriverà a breve a una legge ad hoc? In un clima di insicurezza dell'occupazione come quallo che viviamo, in cui la competitività interna si acuisce e il clima aziendale peggiora, c'è il rischio che il mobbing, si diffonda anche oltre i dati citati dal documento della Cassazione. In realtà, un nodo centrale, ancora aperto e da sciogliere, è quello del confronto sulla possibile inversione dell'onere della prova. E nel momento di crisi attuale, si fa strada anche la richiesta di non porre eccessivi vincoli burocratico-normativi sulle imprese. E se in Italia finora è prevalso l'orientamento civilistico, in Spagna il progetto di riforma del codice penale che p stato approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri ha accolto per la prima volta tra le «nuove modalità di criminalità », il mobbing e l'intimidazione anche psicologica che «attenta all'integrità morale e alla dignità» del lavoratore.

Tutti questi aspetti, oltre a quelli importantissimi della prevenzione e del contrasto in azienda, attori le direzioni Hr e il sindacato, e della condizione psicologica del mobbizzato sono al centro del convegno di Job24.it in programma giovedì 20 novembre alle 16.30 presso al sede de "Il Sole24 Ore" in via Monterosa 91. A discutere di "Mobbing, situzioni negative, azioni positive" portando esperienze e proponendo soluzioni praticabili in azienda e nella Pa, introdotti dal direttore de "Il Sole 24 Ore" Ferruccio de Bortoli, ci saranno gli avvocati Salvatore Trifirò e Stefano Beretta (Studio Trifirò di Milano), dal lato aziendale Paolo Citterio (presidente dell' Associazione direttori del personale Gidp-Hrda), Fulvio Grande e Michela Martinengo, responsabili Hr di Techint Italia e di MWH, l'ufficio vertenze della Cisl per il sindacato, Alessandra Servidori porterà la case history del comitato anti-mobbig dell'Università di Modena e concluderà il medico, psicanalista e scrittore Luigi Ballerini. Il convegno è gratuito ma si prega di accreditarsi: 02/34973208


Il programma


 
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