Dov'è stato registrato "Gaetana"?
A Milano, nello studio di registrazione di Michele Canova.
In quanto tempo?
Dalla fine di luglio a metà settembre scorsi. Abbiamo fatto una prima scrematura dei brani a luglio, ma ero sempre in giro a cantare, specialmente nel sud d'Italia. Appena potevo, in agosto e in settembre, tornavo a Milano a registrare, facevamo un paio di pezzi alla volta.
Non hai fatto ferie, dunque
Zero. Soltanto quattro giorni di mare a Gallipoli, tra una data e l'altra. Ma sono felice di non averle fatte per esibirmi. Le avevo saltate anche l'anno precedente perché avevo preso casa e, con il mutuo da pagare, avevo dovuto saltare le vacanze.
Quindi hai una casa tua?
Sì, un monolocale alla periferia di Abbiategrasso, dove vivo dal settembre 2007. E' tutto colorato, sembra una casa-fumetto.
Avevo il dubbio che quella del video "Non ti scordare mai di me" non fosse casa tua
No, magari, quella è una casa gigantesca, un villone enorme, mamma mia.
Prima vivevi con i tuoi genitori?
Sì, me ne sono andata a 28 anni, anche se il desiderio ce l'avevo da anni, per questo avevo lasciato gli studi. Ma lavorando part time non riuscivo a mettere da parte nulla, e alla fine mi hanno aiutato i miei genitori, quando hanno visto che non ce la facevo.
Ti senti una bambocciona?
No. Anche se a diciassette anni mi ricordo che facevo la pazza perché volevo una vita mia e volevo andare a vivere da sola. Mi sarebbe anche piaciuto viaggiare, se non ho fatto tutte queste cose è stata colpa mia perché ho rifiutato il full time. Però credo che questa sia l'età giusta per andarsene di casa, è anche l'età in cui vedo un matrimonio.
Sei autrice di quattro canzoni di "Gaetana". Scrivi prima la musica o le parole?
Di "Pensieri" ho scritto prima le parole perché non doveva essere una canzone; erano pensieri che avevo scritto in una notte insonne e poi ho deciso di metterli in musica. Solitamente, invece, compongo prima la musica, al pianoforte o alla chitarra. Entro in una specie di trance e mi viene la scrittura di getto, spesso già in metrica.
Proprio in "Pensieri" canti: "Chi è felice è pazzo, sì chi è felice è pazzo". Sei felice, ora?
Adesso sono molto felice, e gratificata. Però "Pensieri" l'ho scritta a 23 anni, un periodo molto introspettivo per me; dopo essermi lasciata alle spalle le follie dei diciassette anni, avvertivo che doveva esserci un'evoluzione. Mi ero resa conto di aver tralasciato delle parti importanti della mia vita, come gli studi. Mi sentivo una persona incompleta, avevo voglia di crescere ma non capivo come, e leggevo molto. "Chi è felice è pazzo" è una frase che mi ripeteva mio nonno di Palermo, che ora purtroppo non c'è più; quando mi vedeva un po' disperatella mi diceva così. La mia interpretazione è che la felicità non esiste, è una condizione creata da noi. Solo una persona folle può vivere nella felicità perenne.
Video-Non ti scordare mai di me