Job 24 Il Sole 24 Ore
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Lunedí 22 Aprile 2013

Dimissioni per giusta causa con obbligo di «contributo»

La definizione dei profili contributivi dell'Aspi – completati, di recente, con la regolamentazione del cosiddetto «ticket sui licenziamenti» – ha generato fermento negli addetti ai lavori. È interessante soffermarsi, ad esempio, sulle modalità con cui potranno essere concretamente tradotti in pratica i criteri fissati dall'Inps, nella circolare 44 del 22 marzo 2013, sulla gestione del contributo previsto per le interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
Alcune valutazioni si presentano particolarmente critiche: si pensi al calcolo dell'anzianità aziendale dei lavoratori intermittenti, o ai criteri per la neutralizzazione dei periodi di fruizione del congedo straordinario in base all'articolo 42 del Dlgs 151/2001.
I lavoratori intermittenti
Sui lavoratori intermittenti, assodato che il contributo è dovuto con riferimento alle interruzioni dei contratti a tempo indeterminato (con o senza indennità di disponibilità), sembra possibile sostenere che, ai fini dell'anzianità aziendale, possano essere considerati i soli periodi lavorati, stante la previsione contenuta nel Dlgs 276/2003 (articolo 38, comma 3), che esclude l'insorgenza di alcun diritto e di alcun trattamento economico e normativo per il lavoratore intermittente durante tutto il periodo in cui resta disponibile a rispondere alla chiamata del datore di lavoro.
I congedi straordinari
Rispetto alla valutazione dei periodi di fruizione del congedo straordinario, per valorizzare in modo più incisivo l'incidenza della neutralizzazione, sembra possibile usare questo sistema: si sommano tutti i giorni di congedo fruiti dal lavoratore nel triennio; il totale si suddivide in trentesimi e, sull'eventuale differenziale, si applica la logica dei 15 giorni di calendario sostenuta dall'Inps nella circolare 44/2013.
Così, ad esempio, se un lavoratore (poi licenziato) ha goduto di 50 giorni di congedo negli ultimi tre anni, la sua anzianità sarà pari a 34 mesi (due mesi di neutralizzazione); se, invece, nello stesso arco temporale (tre anni) ha fruito di 44 giorni di congedo, la sua anzianità aziendale sarà pari a 35 mesi (un mese di neutralizzazione).
Le dimissioni
Un altro aspetto che merita di essere approfondito è l'obbligo di versare il contributo nel caso di dimissioni dei lavoratori per giusta causa (per esempio in caso di mancato pagamento della retribuzione, di stalking, e così via). In questa circostanza è previsto il pagamento dell'Aspi, e, di conseguenza, stante il nesso voluto dal legislatore, tra il diritto alla nuova indennità per il lavoratore e l'obbligo di versare il contributo, è dovuto anche il contributo per la cessazione dei rapporti. Nella pratica, fatto salvo il mancato pagamento della retribuzione (più agevolmente constatabile), gli altri casi – come per esempio lo stalking o la violenza – vanno dimostrati e sono riconosciuti in seguito a una procedura giudiziaria. In passato l'Inps ha dato luogo al pagamento dell'indennità di disoccupazione sulla base di una dichiarazione di responsabilità del lavoratore che attestasse lo stato particolare determinante le dimissioni per giusta causa. Il beneficiario dell'indennità di disoccupazione aveva, comunque, l'obbligo di dimostrare la sussistenza dei fatti, producendo una documentazione idonea al termine della vicenda giudiziaria. Ora, in assenza di una sicura individuazione della questione, il contributo per la cessazione è comunque dovuto (in base alla circolare 44/2013), anche se – a posteriori – potrebbe verificarsi che la prestazione Aspi non spetti e vada recuperata a carico del percipiente.
In questa ipotesi, anche il contributo datoriale verrebbe meno: in casi simili, diventa rilevante dunque identificare il momento impositivo della contribuzione, in base all'articolo 2, comma 31 della legge 92/2012 (da subito o solo a conclusione del giudizio).
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I presupposti
01 | QUANDO SCATTA
Il ticket sui licenziamenti deve essere versato dal datore nei casi di interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per le causali che danno diritto all'Aspi, la nuova assicurazione sociale per l'impiego

02 | LE ESCLUSIONI

Sono escluse dal contributo le cessazioni di rapporto per dimissioni (salvo quelle per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità), le risoluzioni consensuali (salvo quelle derivanti da conciliazione alla Dtl o da trasferimento del dipendente a più di 50 km dalla residenza), decesso del lavoratore

Lunedí 22 Aprile 2013