JOB24
- Home News Ricerca Annunci Strumenti Formazione e Master Blog
Cerca   nel sito   con   Google
 
Giovedí 05 Aprile 2012

Dimezzati i costi di licenziamento per chi è in crisi

Luca Veronese


Di riforma in riforma, con i Governi socialisti e con quelli conservatori, è stato realizzato in Spagna un sistema di regole che rende il mercato del lavoro molto flessibile ma anche del tutto spaccato tra contratti garantiti a tempo indeterminato e forme meno protette, che degenerano nel precariato. Se il tasso di disoccupazione complessivo al 24% è il marchio della profonda crisi economica del Paese, il tasso di disoccupazione vicino al 50% dei giovani con meno di 25 anni di età è la prova di questo dualismo.
La riforma messa a punto dal Governo di centro-destra di Mariano Rajoy è contrastata dai sindacati che hanno organizzato mercoledì uno sciopero generale portando in piazza quasi un milione di manifestanti ma verrà approvata senza modifiche rilevanti in Parlamento grazie alla maggioranza assoluta conquistata dai popolari alle elezioni di novembre. L'obiettivo dichiarato è aumentare la flessibilità in uscita nel breve periodo, per dare fiato alle imprese, far ripartire l'economia e certo creare posti di lavoro, ma solo in un secondo momento.
Il Governo di José Luis Zapatero aveva già introdotto deroghe ai contratti nazionali: sulle retribuzioni e sugli orari di lavoro, facendo riferimento anche alla possibilità di licenziare in caso di «perdite permanenti o anche temporanee o congiunturali». Ora Rajoy ha di fatto dimezzato i costi di licenziamenti per le imprese in difficoltà economica in un mercato del lavoro nel quale non esiste l'articolo 18 e l'impresa anche dopo la decisione del giudice sul reintegro può sempre scegliere di licenziare pagando un indennizzo al dipendente.
La riforma abbassa infatti l'indennizzo da 45 a 33 giorni per anno di impiego, per un massimo di 24 mesi anziché 42; e se l'impresa ha subìto un calo di vendite nei nove mesi precedenti o lo prevede per i nove successivi (anche se vengono registrati utili di esercizio), dimezza il rimborso per i dipendenti a 20 giorni per anno lavorato, per un massimo di 12 mesi. Le novità, compresa la causa economica nei licenziamenti collettivi, riguardano anche il pubblico impiego, non solo per i dipendenti delle imprese a partecipazione pubblica ma anche per quelli delle stesse amministrazioni dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, non toccando tuttavia i contratti di due milioni di funzionari che non fanno riferimento allo Statuto dei lavoratori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per il grafico fare riferimento al pdf

 
 - Invia
 - Stampa
 - Ingrandisci
 - Diminuisci

RISULTATI
0
0 VOTI

Clicca per Condividere

RSS RSS Feeds
INIZIATIVE

Rivista italiana di management del Gruppo 24 Ore. Per aggiornare il manager sulle tendenze e le novità in tema di gestione d'impresa sotto diversi punti di vista

Il Gruppo 24 ORE per un nuovo Team professionale di vendita ricerca giovani max 32enni, ambosessi con spiccate doti relazionali e notevole capacità comunicativa



Il percorso del tuo Sapere
PIU LETTI
SHOPPING24
SHOPPING24