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Lunedí 06 Giugno 2011

Un click per il nullaosta del dipendente all'estero

PAGINA A CURA DI
Maurizio Cicciù
Marco Strafile
Basterà un click per far espatriare i dipendenti. I datori di lavoro italiani e stranieri che intendono inviare lavoratori italiani in un Paese extracomunitario, devono adempiere all'obbligo di richiedere una preventiva autorizzazione al ministero del Lavoro, al fine di garantire la tutela minima dei lavoratori sotto un duplice profilo del rispetto degli standard di sicurezza e delle condizioni generali economico-normative dettate dal nostro ordinamento.
L'adempimento, originariamente previsto dalla legge solo nel caso di invio di lavoratori italiani, è ora obbligatorio anche per i lavoratori comunitari, sulla base del criterio di non discriminazione. Non rientrano nell'obbligo le ipotesi di invio di lavoratori in trasferta e di assunzione di lavoratori che già si trovano all'estero, nonché quella di assegnazione di lavoratori parasubordinati.
La richiesta deve essere presentata alla «Direzione generale del mercato del Lavoro-Divisione I» del ministero del Lavoro e inoltrata anche al ministero degli Affari esteri e alla Direzione regionale del Lavoro competente.
Il mancato adempimento comporta per il datore di lavoro un'ammenda da 258,30 a 1.033 euro e, nei casi più gravi, la reclusione da tre mesi a un anno.
Richiesta online
Attualmente l'inoltro della richiesta deve essere effettuato in formato cartaceo, tramite invio di raccomandata con ricevuta di ritorno, ma è in fase sperimentale la possibilità di sostituirlo con una procedura telematica che consentirà di velocizzare l'iter di trasmissione della documentazione.
Gli elementi fondamentali da esplicitare nella domanda sono contenuti nel facsimile allegato al Dm 16 agosto 1988. In particolare occorre fare riferimento alla consistenza numerica dei lavoratori da inviare all'estero suddivisi per livello, con indicazione dei trattamenti economico-normativi garantiti.
È necessario inoltre fare esplicito richiamo al contratto collettivo del lavoro applicato dal datore di lavoro e garantire al lavoratore una serie di tutele minime relative alle condizioni assicurative (con stipula di specifiche polizze), di igiene e sicurezza sul lavoro.
Il ministero del Lavoro, analizzata la richiesta presentata dal datore, rilascia l'autorizzazione entro 75 giorni dall'inoltro della domanda (120 giorni se è previsto il parere preventivo del ministero degli Esteri).
Trasferimenti d'urgenza
In caso di trasferimenti d'urgenza, e solo qualora il datore di lavoro abbia precedentemente depositato presso il ministero del Lavoro un contratto-tipo, è possibile usufruire di una procedura abbreviata che consente, nelle more del rilascio dell'autorizzazione, di inviare all'estero il lavoratore, previa comunicazione da effettuare ai ministeri del Lavoro e degli Affari esteri entro i 3 giorni precedenti all'invio.
Successivamente al rilascio dell'autorizzazione, la società è tenuta a dare comunicazione di ogni trasferimento e rientro ai Servizi del Lavoro competenti e a trasmettere con cadenza bimestrale all'Ambasciata italiana del Paese di invio gli elenchi nominativi del personale trasferito e ogni variazione relativa alla presenza dei suoi dipendenti nel Paese.
L'autorizzazione concessa deve essere utilizzata entro 6 mesi dal rilascio e non ha scadenza salvo il caso in cui, per almeno 6 mesi, non sia presente nessun dipendente inviato presso l'impresa estera.
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Autorizzazioni online
È in arrivo la possibilità di modificare la procedura attualmente prevista per la richiesta e il rilascio dell'autorizzazione all'invio in Paesi extracomunitari da parte del ministero del Lavoro.
La novità riguarderà l'abolizione dell'istanza in formato cartaceo e la sostituzione con una procedura totalmente telematica. L'innovazione, finalizzata a velocizzare l'analisi delle pratiche e il rilascio dell'autorizzazione, dovrebbe prevedere la possibilità di allegare la documentazione direttamente tramite il portale del ministero del Lavoro e di effettuare il pagamento delle marche da bollo attraverso la procedura già prevista per il rilascio del nullaosta da parte del ministero dell'Interno in caso di ingresso di cittadini extracomunitari.
Al momento non è possibile stimare una tempistica sull'entrata in vigore della nuova modalità di richiesta, molto attesa da consulenti e aziende.

Parità anti-dumping
Ai dipendenti che vengonodistaccati dall'esteronelle sedi italiane deve essere garantita la parità di condizioni rispetto ai colleghi italiani. A chiarire le garanzie per la parità di trattamento è stato il ministero del Lavoro con l'interpello 33/2010 che ha fornito istruzioni per la corretta applicazione del Dlgs 72/2000 sul distacco transnazionale di dipendenti in Italia, nell'ambito di una prestazione di servizi.
Le condizioni (riepilogate sul Sole 24 Ore dell'8 novembre scorso) hanno anche lo scopo di evitare fenomeni di "dumping sociale" che consistono «nell'utilizzare a scopo elusivo la movimentazione intracomunitaria dei lavoratori per applicare ai medesimi regimi meno tutelanti sia da un punto di vista economico che normativo».

Lunedí 06 Giugno 2011