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Venerdí 11 Giugno 2010

Sono sedici le italiane d'oro del 2010


MILANO
Che cos'hanno in comune la trionfatrice del Roland Garros Francesca Schiavone, l'instancabile consigliera nazionale di parità Alessandra Servidori, la creativa numero uno della Lux Vide Matilde Bernabei? E la poliedrica Elena Zambon, passata dalla finanza all'azienda di famiglia, che cos'ha da condividere con la mamma del primo robot spazzino, Barbara Mazzolai (Iit) e con il direttore generale del Teatro alla Scala Maria Di Freda?
«Hanno mostrato grinta e capacità: sono esempi vincenti per tutte le donne, che sono l'arma segreta per rilanciare lo sviluppo», risponde Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, commentando l'assegnazione delle Mele d'oro 2010. Non a caso, il Premio Marisa Bellisario (a Roma, in Confindustria, il 18 giugno con i ministri Tremonti e Sacconi) si intitolerà proprio «Donne motore per lo sviluppo».
Intanto, le premiate sono sommerse di auguri («Sono commossa e orgogliosa», dichiara Alessandra Servidori, una vita al servizio dei lavoratori). Oltre alle citate, saliranno sul palco Licia Mattioli, ad dell'Antica ditta Marchisio, le manager Francesca Fiore (Vodafone), Rita Marino (Eni) e Paola Piccinini Tosato (Simest), la vicedirettrice del Corriere della Sera Barbara Stefanelli, la numero uno della fondazione omonima Maria Grazia Lungarotti, la missionaria Nazarena Di Paolo e le neo-laureate Claudia Arena, Marta Spedicato e Barbara Torre. Premiata d'onore Salim Wijdan Mikael, ministro per i diritti umani in Iraq. Role model vincenti? «Sì, ma non basta l'esempio: entro l'estate deve arrivare al traguardo il mio disegno di legge sulle quote di genere nei cda delle quotate, che ha superato l'esame della Commissione finanze», dice Golfo.
laura.laposta@ilsole24ore.com
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Venerdí 11 Giugno 2010