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Lunedí 29 Marzo 2010

Per informatici e traduttori l'ufficio diventa «virtuale»

Andrea Curiat

Sono giovani, competenti, professionali. E soprattutto "virtuali". La nuova frontiera dell'occupazione nasce dall'incrocio di due grandi tendenze dell'ultimo decennio, l'outsourcing e l'online, che condividono una caratteristica appetibile: consentono alle imprese di ridurre considerevolmente i costi fissi del lavoro. Per questa ragione sono sempre più richiesti assistenti virtuali, commercialisti online, traduttori via web ed esperti legali attivi esclusivamente su internet.
Il settore è ancora frammentato, ma offre importanti nicchie occupazionali per professionisti giovani e in grado di gestire il proprio lavoro via e-mail e telefono, sia come dipendenti di società ad hoc sia come liberi professionisti o freelance. Requisiti fondamentali: ottime competenze informatiche, conoscenza di una o due lingue straniere per raggiungere una clientela internazionale, eccellenza nel proprio ambito professionale.
La prima e più naturale applicazione dell'outsourcing telematico è legata alle It. Molte piccole e medie imprese delegano la programmazione di siti web e applicazioni aziendali ad esperti esterni. Incarichi una tantum cui si affiancano servizi di consulenza duraturi nel tempo. Gli ingegneri informatici hanno buon gioco nell'avviare un'attività di questo tipo; gli investimenti iniziali sono minimi e si riducono alla pubblicizzazione della professionalità sul web, con una spesa iniziale compresa tra i 2 e i 5mila euro.
Massimo Salomoni, 37 anni, ha avviato nel 2002 la società di programmazione in outsourcing «Infinity information solutions»; una piccola azienda, che però vanta clienti anche negli Usa e ha curato il sito della gendarmeria europa. «In Italia – spiega Salomoni – avere un ufficio fisico fa ancora una certa impressione sui clienti, ma è altrettanto efficace, e molto più semplice ed economico, creare un network lavorativo via internet. Per l'investimento iniziale abbiamo speso 2mila euro tra software e hardware. Risparmiamo circa 6mila euro al mese occupandoci da soli del posizionamento sui motori di ricerca, fondamentale per farci trovare dai clienti di tutto il mondo». La difficoltà principale sta nella forte competizione sui prezzi: in un mercato del lavoro globale, i programmatori dei paesi in via di sviluppo sono sicuramente i più convenienti. Ciononostante, ritiene Salomoni: «In Italia ci sono buone opportunità di lavoro, anche perché molte aziende non nutrono grande fiducia nei lavori a prezzi stracciati dall'estero».
Anche i consulenti legali e commerciali possono trasferirsi sul web; in questo caso, però, è necessario avere alle spalle qualche anno di esperienza in studio per vincere la naturale diffidenza dei clienti. «Nel 2006 – racconta Michela Edma Vernieri Cotugno, responsabile dello studio de "Il commercialista online" – ho avuto l'idea di esercitare la professione online. Dopo qualche perplessità iniziale, il riscontro dalle imprese è stato molto positivo. È importante essere trasparenti e reperibili, i clienti devonoessere certi di avere a che fare con professionisti seri e iscritti all'Ordine. È più semplice lavorare online quando si ha alle spalle anche uno studio tradizionale; sono convinta che il futuro della professione sia sul web, ma ancora oggi ci sono colleghi anziani che mi prendono per pazza».
Ottime possibilità di impiego, infine, per i traduttori e per le "assistenti virtuali", molto diffuse nei paesi anglosassoni e in arrivo anche in Italia. Filtrano le telefonate, gestiscono gli appuntamenti, curano agende e rubriche, il tutto a distanza e anche per più "boss" contemporaneamente, con un risparmio pari anche a 1.500 euro al mese rispetto a un servizio tradizionale. Dopo 11 anni di scrivania tra aziende e studi legali, Myriam Ariano è passata al lavoro di assistente virtuale nell'azienda di servizi Amelya: «Sono diplomata in lingue, parlo francese e inglese e ho seguito un corso di informatica. Sono diventata "assistente virtuale" perchè mi sembrava un lavoro interessante, con possibilità di spaziare tra compiti molto di versi e di acquisire nuove competenze: non sono rimasta delusa».
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CONTATTI UTILI

Un impiego a distanza
Se si vuole lavorare online a distanza, occorre pubblicizzare al meglio i propri servizi. Creare un sito internet è il modo più efficace, ma ci sono anche dei portali web pensati appositamente per pubblicare o consultare annunci di lavoro telematici.
Raggiungere un enorme numero di grandi e piccole aziende in tutto il mondo è un gioco da ragazzi tramite i siti www.odesk.com e www.guru.com. Riservati a freelance, aperti a tutte le nazionalità, raccolgono assieme centinaia di migliaia di annunci da parte di lavoratori
e aziende. Chi è disposto ad affrontare l'agguerrita concorrenza globale può trovare impieghi di tutto rispetto: il compenso medio per i lavori offerti su Odesk ammonta a 5mila dollari.
Il sito 99designs.com è riservato espressamente ai designer, siano essi specializzati in siti web, carta stampata, icone e loghi o t-shirt. A oggi, il sito ha pubblicato più di 40.500 progetti dando lavoro a 178mila utenti iscritti.
RentAcoder (www.rentacoder.com) è il sito di riferimento per programmatori freelance. Conta 280mila professionisti e 136mila acquirenti registrati. La maggior parte degli sviluppatori risiede in India (21%), Pakistan (14%) e Romania (11 per cento).
Tra gli altri siti con annunci per freelance di ogni tipo, www.freelancer.com, rivolto espressamente alle aziende che ricorrono all'outsourcing, Europeanfreelance (www.eufreelance.com), destinato al mercato del lavoro del vecchio continente, e www.elance.com, che include una corposa sezione di avvisi di natura contabile e finanziaria.
Tra i siti che parlano italiano ricordiamo infine Trovit (lavoro.trovit.it), Twago (www.twago.com), Neolancer (www.neolancer.com), ma anche Bachecalavoro.com e Trovalavoro.it.

 
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