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Giovedí 26 Giugno 2008

Statali, sono oltre 3mila i sindacalisti distaccati

Giorgio Pogliotti
ROMA
Nel pubblico impiego ogni 728 dipendenti c'è un sindacalista. La partecipazione al voto delle elezioni delle Rsu si attesta al 78,79% ed è più alta tra gli uomini (82,73%). Tra i sindacati il primo per numero di iscritti è la Cisl, mentre il più votato è la Cgil.
Dalle elaborazioni dei dati pubblicati sul sito dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (www.aranagenzia.it), emerge il peso che hanno i sindacati tra i circa 2,6 milioni di dipendenti dei comparti pubblici (con l'esclusione di polizia, carabinieri, magistrati, vigili del fuoco, prefetti e dirigenti penitenziari). I distacchi retribuiti sono complessivamente 3.300 – 1 ogni 788 dipendenti - ai quali però va aggiunto un numero di permessi retribuiti pari a 473.811 ore (tradotti in distacchi sarebbero altri 270). A tutto ciò vanno sommati i permessi nei luoghi di lavoro assegnati dalle singole amministrazioni: per ogni dipendente del comparto a tempo indeterminato la Rsu ha 30 minuti, i sindacati più rappresentativi 41 minuti. Nella scuola ai maggiori sindacati sono assegnati 33 minuti per dipendente a tempo indeterminato e determinato (in proporzione alla rappresentatività in ogni istituto). Tra la dirigenza, le organizzazioni maggiori hanno 37 minuti di permesso per ciascun dirigente in servizio a tempo indeterminato.
Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha recentemente detto che intende tagliare i permessi retribuiti – senza però tradurre l'annuncio in pratica –, ma una riduzione del 50% fu decisa nel 1993, dall'allora ministro Sabino Cassese del governo Ciampi.
Elaborando i dati dell'Aran emerge anche la consistenza dei sindacati che spiccano tra le oltre 700 sigle del pubblico impiego. La graduatoria per numero di iscritti è guidata dalla Cisl (371mila), seguita dalla Cgil (347 mila), dalla Uil (192mila), dalla Confsal (157mila) e dalla Cgu (confederazione della scuola, 44mila). Su espressa richiesta dell'Ugl e della Cisal non sono stati pubblicati i numeri dei loro iscritti, la cui consistenza si può comunque desumere dai dati complessivi in circa 42mila, grosso modo equamente suddivisi tra le due sigle che si attestano così sui 21mila. La graduatoria per voti ottenuti alle elezioni delle Rsu è simile alla precedente, fatta eccezione per il primo posto che è occupato dalla Cgil (592mila voti), seguita dalla Cisl (518 mila).
Inoltre, per essere considerati rappresentativi – e partecipare ai tavoli di contrattazione – i sindacati devono aver raggiunto la soglia di legge del 5%: secondo l'Aran, l'Ugl ha superato questa soglia solo per la presidenza del consiglio, la Cisal per gli enti pubblici non economici e per l'università. Quanto al tasso di sindacalizzazione, oltre 1,3 milioni di pubblici dipendenti ha rilasciato una delega a favore di un sindacato, pari a poco più del 50% dei dipendenti. La percentuale maggiore si ha tra la dirigenza della scuola (91%), dove vanno conteggiate anche le doppie tessere.
L'Aran che pubblica dal 1998 i dati sulla consistenza e i permessi dei sindacati, ieri ha dato attuazione alla circolare sulla trasparenza del ministro Brunetta, rendendo noti i compensi dei dirigenti (che raggiungono il picco dei 184mila euro) e i giorni di assenze: sono 49 giorni medi procapite (con ferie, permessi retribuiti, congedi parentali), che diventano 18 escludendo le ferie.

La partecipazione
I distacchi e i permessi sindacali sono previsti
dai contratti, a beneficiarne sono le organizzazioni rappresentative, che
superano il 5% nei singoli comparti (considerando la media tra il dato associativo
e quello elettorale).
I sindacati ammessi alla contrattazione collettiva nazionale hanno diritto ai distacchi retribuiti in proporzione alla loro rappresentatività, ai
permessi e alle aspettative non retribuite.
La Cgil ha il maggior numero di distacchi retribuiti (977), segue la Cisl (963), la Uil (537) e la Confsal (375).

Giovedí 26 Giugno 2008
Per la tabella fare riferimento al pdf